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PostHeaderIcon il Castello

Già usato in epoche remote come punto di avvistamento che assicurava una visibilità a 360 gradi, il sito venne fortificato dai Malaspina agli inizi del 1200.

Della sua struttura non restano che pochi ruderi ma originariamente doveva avere una forma poligonale, molto articolata.

La superficie era ellittica, allungata verso l'asse nord-est sud-ovest, con un’estensione di quarantacinque metri per venticinque.

Su tre lati era protetto da scarpate, l'unico accesso si trovava dalla parte del valico in corrispondenza di una grande torre quadrata.

Il castello prospero’ fino intorno al 1477, anno in cui inizio la sua graduale decadenza; i  motivi che spinsero a tale abbandono non sono ritrovabili in alcuna fonte scritta; forse l’affermarsi del vicino castello di Verrucola, sul versante fivizzanese, come centro vitale contribui alla sua definitiva rovina.

 

PostHeaderIcon il Nome

Il primo documento in cui viene citato “Turanlago” risale al 1066; si tratta della donazione del castello di Regnano con tutte le sue pertinenze da parte di Guiterno di Regnano al vescovo di Luni; non è chiaro se la donazione faccia riferimento al borgo o ad una fortificazione nei pressi di Montechiaro.

L’origine del nome Turlago sarebbe proprio legata alla alla posizione strategica rispetto alle valli circostanti oltre che all’abbondanza di acqua.

Il prefisso “turan” (torre) farebbe infatti riferimento alla torre di avvistamento di Montechiaro, oggi rudere, mentre il suffisso –lago (da “lacus”) si spiegherebbe con la presenza di numerose conche, alcune ancora piene d’acqua, nel versante che scende verso la valle del torrente Rosaro.

 

PostHeaderIcon il Borgo

A cavallo tra le vallate del Rosaro e dell’Aulella, ponte di unione tra la cultura padana e toscana, la viabilità di questi luoghi era nota sin dall’epoca preistorica.

La croce in sasso posta posta all'incrocio degli itinerari Fivizzano-Luscinano-Regnano e i diversi ritrovamenti archeologici ne sono la prova evidente.

Proprio grazie alla sua posizione geografica, il borgo nasce probabilmente come punto di avvistamento e si sviluppa nel corso dei secoli come il passaggio obbligato per i viandanti che dalla Garfagnana si recavano a Fivizzano.

La sua importanza è testimoniata dalla presenza di diverse case rurali con aie e fienili e di alcune case padronali risalenti al XVI e al XVII secolo.

I portali di queste ultime sono scolpiti in pietra arenaria, cosi come gli altari della chiesa situata a ridosso del monte.

La pietra proviene dalle vicine cave che rifornivano l’intera vallata.

 

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